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Le Religioni in Italia

Massimo Introvigne - PierLuigi Zoccatelli (sotto la direzione di)

SÛKYÔ MAHIKARI

religioni giapponeFederazione Nazionale Sukyo Mahikari
Via Jean Jaurès, 16
20125 Milano
Tel.: 02-26820729
E-mail: sukyo.mahikari@mclink.it
URL: www.sukyomahikarieurope.org

Yoscikazu, che prenderà più tardi il nome di Kôtama, Okada (1901-1974) – omonimo, ma non parente, del fondatore della Sekai Kyusei Kyo, Mokichi Okada (1882-1955) – nasce ad Aoyama nel 1901. Erede di una famiglia di antiche tradizioni militari, a sedici anni entra all’Accademia Militare e a diciotto anni nella Guardia Imperiale. Partecipa alla guerra contro la Cina occupandosi prevalentemente di logistica e di trasporto di materiali: le accuse di avversari del movimento secondo cui sarebbe stato direttamente coinvolto in crimini di guerra sono del tutto infondate. Nel 1938, tornato in Giappone in seguito a una malattia, è vittima di una rovinosa caduta da cavallo. I postumi di questo incidente nel 1941 lo costringono a lasciare la carriera militare. Diventa un uomo di affari di successo, ma nel 1945 le sue fabbriche sono completamente distrutte da un bombardamento americano. Ridotto quasi in miseria, intensifica la devozione religiosa che non aveva mai abbandonato. Studia un ampio spettro di religioni giapponesi e si avvicina alla Sekai Kyusei Kyo: le sue effettive attività e il grado di coinvolgimento in questo movimento rimangono oggetto di controversie.

Nel 1959 – mentre è in preda a una forte febbre – ha una profonda esperienza spirituale, simile a quelle che in Occidente sono definite “esperienze di prossimità alla morte”, e riceve, il 27 febbraio, la prima di un gran numero di rivelazioni dal Dio Creatore, più tardi raccolte nel Goseighen (“Libro delle Sacre Rivelazioni”). Dio gli comanda di diffondere i divini insegnamenti, e il 19 giugno 1959 tiene a Tokyo il primo corso a un piccolo gruppo di discepoli che lo acclamano con il nome di Sukuinuscisama (“Grande Salvatore”). Il 28 agosto 1959 fonda un’associazione chiamata Yôkôsci-no Tomô Kai (“Associazione dei Figli dell’Aurora”), al cui nome saranno più tardi premesse le lettere L.H., abbreviazione di “Lucky and Healthy”, “fortunati e sani” in inglese. Nel 1960 i discepoli sono solo una cinquantina, ma crescono rapidamente a Tokyo e in numerose altre città giapponesi. Nel 1963 per coordinare le attività dei vari centri è fondata una struttura giuridica, l’associazione religiosa Sekai Mahikari Bunmei Kyôdan (“Chiesa Mondiale della Civiltà della Vera Luce”).

Il successo nazionale inizia con la partecipazione di Okada, nel 1968, a un talk showtelevisivo che suscita grande interesse. Sono promosse le prime missioni all’estero, negli Stati Uniti e in Francia. Nel 1973 Okada visita la missione francese e Roma, dove si incontra con Papa Paolo VI (1897-1978): un incontro considerato di grande significato per Mahikari, che ricorda ancora oggi in questa visita l’unione fra il mondo degli spiriti divini dell’Oriente e dell’Occidente. Provato dai viaggi e dagli sforzi per trasformare una piccola cerchia amicale in movimento internazionale, Okada muore il 23 giugno 1974.

Com’è avvenuto per molti altri movimenti giapponesi, la questione della successione si rivela di difficile soluzione. Sia la figlia adottiva del fondatore, Koko Inoue, detta Keisciu (“gioiello benedetto”, 1926-2014), sia l’imprenditore di Tokyo – e stretto collaboratore di Okada – Sakae Sekiguchi (1909-1994) ritengono di avere ragioni per proclamarsi successori del maestro. Diversi tentativi di comporre amichevolmente la disputa falliscono, e altri dirigenti ne approfittano per fondare piccole organizzazioni scismatiche. L’elezione di Keisciu Okada come nuovo legale rappresentante dell’associazione Mahikari è contestata da Sekiguchi in tribunale. Qui, dapprima nel 1975 i giudici propongono un compromesso – Keisciu Okada rimane rappresentante legale dell’associazione, mentre a Sekiguchi va il titolo spirituale di “Oscienuscisama”, “Maestro degli Insegnamenti” –, poi nel 1977 attribuiscono entrambi i ruoli a Sekiguchi. Keisciu Okada presenta appello e, prima della decisione di appello, una transazione è raggiunta nel 1982. Il nome Seikai Mahikari Bunmei Kyôdan rimane alla fazione di Sekiguchi, mentre il gruppo diretto da Keisciu Okada può utilizzare il nome Mahikari nel quadro della denominazione Sûkyô Mahikari.

Le due parti discutono ancora oggi sull’interpretazione della transazione, ma nel 1982 l’accordo consacrava una situazione di fatto. La maggior parte dei centri giapponesi ed esteri godevano di autonomia legale, e nella grande maggioranza avevano deciso di seguire Keisciu Okada. A Sekiguchi rimaneva il controllo della sede centrale di Tokyo e di pochi altri centri. Oggi, Seikai Mahikari Bunmei Kyôdan diretto – dopo la morte di Sakae Sekiguchi nel 1994 – dal suo figlio primogenito Katsutoshi Sekiguchi (nato nel 1939) conta centomila fedeli nel mondo, e non è presente in Italia. Si dovrebbe poi anche fare cenno a un terzo gruppo, guidato dal discepolo di Kotama Okada e autore di fumetti giapponesi (manga) Minora Kuroda, che non ha accettato nessuna delleleadership rivali e ha fondato nel 1980, con fedeli soprattutto della città di Tokyo, un’organizzazione indipendente che nel 1984 ha assunto il nome di Suhikari Kôha Sekai Shindan.

Sotto la guida di Keisciu Okada, cui i fedeli attribuiscono il titolo di seconda Oscienusci e, dopo le sue dimissioni nel 2009 e la sua scomparsa nel 2014, di Tairoku Teshima, nato nel 1947 e da lei adottato con il nome di Koya Okada, riconosciuto come terzo Oscienusci, Sûkyô Mahikari ha consolidato le sue posizioni in Giappone e iniziato un’espansione mondiale. Questa espansione è stata frenata dagli anni 1990 dalla presenza molto attiva, specie su Internet, di Garry A. Greenwood – un ex-membro australiano che è emerso come oppositore militante –, il quale ha sia utilizzato argomenti tipici dei movimenti anti-sette sia divulgato particolari sulle origini del movimento e sulle complesse vicende giudiziarie legate alla successione di Kotama Okada che, pur non essendo segreti e in gran parte ben noti in Giappone, erano però sconosciuti alla maggior parte dei membri occidentali. Le campagne di Greenwood, benché rese in taluni ambienti meno credibili dalle citate accuse a Kotama Okada di essere coinvolto in crimini di guerra, che si sono poi rivelate false, hanno indubbiamente indotto un certo numero di membri non giapponesi ad abbandonare il movimento, con un’emorragia che ha interessato per qualche anno anche l’Italia, portando alla perdita – dopo la diffusione di testi di Greenwood in italiano negli anni 1997-1998 – di circa trecento membri, un buon numero dei quali nell’Italia Meridionale, dove il gruppo – in precedenza attivo a Napoli e Reggio Calabria – ha avuto in seguito gravi difficoltà a riorganizzarsi.

Oggi Sûkyô Mahikari conta più di cinquecentomila fedeli, il novanta per cento dei quali risiede in Giappone. Un avvenimento di particolare importante è stata l’inaugurazione del Tempio Mondiale, Suza, considerato il luogo stesso della creazione del mondo a Takayama, nella prefettura di Gifu, oggi circondato da altre strutture: la sede mondiale del movimento, una clinica, un museo. Una presenza di Sûkyô Mahikari esiste in numerosi Paesi del mondo, con un successo particolare in alcuni Paesi dell’America Latina, dei Caraibi e dell’Africa, in Australia e nell’Europa Latina. In Italia – che dipende dal centro regionale per l’Europa e l’Africa, che si trova in Lussemburgo – il movimento è arrivato dalla Francia e il primo centro è stato aperto a Milano nel 1974; sono state conferite oltre seimila iniziazioni, mentre i membri attivi sono circa millecinquecento, con centri organizzati a Milano, Bergamo, Firenze, Gossago (Brescia), Padova, Treviso, Sommacampagna (Verona), Casnate (Como), Varese e Torino, e una presenza regolare in un’altra decina di località.

Come altri movimenti giapponesi, Sûkyô Mahikari si presenta come sintesi di monoteismo, politeismo e panteismo. È fondamentalmente monoteista, se si considera la sua insistenza sull’unicità del Dio Creatore il cui nome è Su, che – prima dell’umanità – ha emanato diversi ordini di divinità. Le persone umane abitano la terza delle sette dimensioni dell’universo e sono composte di un corpo fisico, uno astrale e uno spirituale. Alla morte, lo spirito – composto dai corpi spirituale e astrale – lascia il corpo fisico e – dopo un certo periodo di tempo – entra nel mondo astrale, dove dovrà rimanere nel luogo che corrisponde al suo livello – l’“Inferno” è la parte più bassa del mondo astrale – e percorrere un tirocinio di purificazione prima di reincarnarsi. Quando la morte è stata violenta, lo spirito può rimanere a lungo sul luogo dell’incidente, disturbando i passanti. Dopo la creazione delle cinque razze primordiali – Sûkyô Mahikari insiste sull’unità della famiglia umana – Dio governa la Terra. Tutti gli uomini sono puri, buoni e devoti a Dio; per contro, le risorse materiali e il progresso tecnico non sono pienamente sviluppati. Dio (Su) decide allora di dare agli uomini il desiderio del potere, del dominio terreno e dell’amore. Per permettere alle relative risorse di svilupparsi pienamente, Dio mette fine al tempo delle Divinità della Giustizia e fa iniziare l’epoca delle Divinità dell’Indulgenza. Così, le risorse terrene si sviluppano, ma a spese della giustizia e dell’onestà.

Gli ammonimenti di messaggeri divini, fra cui Mosé e Gesù Cristo – entrambi si sarebbero formati in Giappone, dove Gesù, sfuggito alla crocifissione, sarebbe poi tornato e dove sarebbe morto all’età di 118 anni – sono seguiti soltanto per breve tempo. Finalmente nell’anno 1962 comincia la nuova epoca del Battesimo del Fuoco, e le Divinità della Giustizia cominciano a riprendere il loro posto originario. È questa l’epoca in cui – provvidenzialmente – la “Luce di Verità” (mahikari) è resa disponibile agli uomini attraverso la pratica dell’okiyomè. Qui, la “Luce” è irradiata levando la mano in direzione della fronte, il “punto otto”, e quindi delle altre parti del corpo umano. L’aiuto che se ne ricava è sia fisico sia spirituale; può giovare anche agli animali, alle piante, al cibo e perfino a oggetti inanimati come macchine o automobili. Chiunque può ricevere la “Luce”; essa può essere trasmessa da chi abbia completato un corso di tre giorni e porti un oggetto sacro, omitamá, normalmente sorretto da una collana.

L’okiyomè comprende normalmente la recita della preghiera Amatsú Norigotó, considerata molto efficace anche se recitata da sola. Gli insegnamenti di Mahikari spiegano che l’ottanta per cento dei mali dell’umanità sono problemi di reiscio, causati da spiriti perturbatori, o anche da spiriti di antenati che intendono attirare l’attenzione dei loro parenti sull’importanza di installare e mantenere in modo appropriato in casa un altare degli antenati, e comunque coltivare il loro ricordo. L’okiyomè risolve questi problemi, ma è anche visto come un aspetto del rinnovamento del mondo nell’epoca del Battesimo del Fuoco.

L’organizzazione Sûkyô Mahikari – con i suoi centri chiamati dôjô, più grandi, eokiyomescio, più piccoli – sta preparando, dopo gli eventi apocalittici inevitabilmente collegati al Battesimo del Fuoco, una nuova epoca sacra nella quale le Divinità della Giustizia e quelle dell’Indulgenza saranno nuovamente unite in una “croce” nel giusto ordine. Sûkyô Mahikari rimane – con le sue origini, le sue dottrine, la sua visione del futuro del mondo – un’organizzazione quintessenzialmente giapponese, che non ritiene di avere bisogno – al contrario di altri movimenti – di rinunciare alla sua eredità nipponica per inculturarsi in Occidente. I valori giapponesi – senza essere, per questo, meno giapponesi – sono infatti affermati come valori universali.

B.: Per un’introduzione generale: Massimo Introvigne, Sûkyô Mahikari, Elledici, Leumann (Torino) 1999. Altri studi scientifici sono: Brian McVeigh, Spirits, Selves, and Subjectivity in a Japanese New Religion. The Psychology of Belief in Sûkyô Mahikari, The Edwin Mellen Press, Lewiston (New York) – Queenston (Ontario) – Lampeter (Galles) 1997; Laurence Bernard-Mirtil, Sukyo Mahikari. Une nouvelle religion venue du Japon, Éditions Bell Vision, Trignac (Bretagna) 1998. Un sociologo italiano che ha dedicato diverse ricervhe a Sûkyô Mahikari è Andrea Molle di cui si veda, oltre a diversi articoli, I nuovi movimenti religiosi, Carocci, Roma 2009. Un’auto-presentazione da parte di un dirigente occidentale del movimento è quella di Andris Karlis Tebecis, Mahikari. Thank God for the Answers at Last, L.H. Yoko Shuppan, Tokyo 1982; Idem, Is the Future in Our Hands? My Experiences with Sukyo Mahikari, Sunrise Press, Canberra 2004. Presso la Federazione Nazionale Sûkyô Mahikari sono disponibili le traduzioni italiane delle principali fonti primarie per la dottrina, compreso il “Libro delle Rivelazioni”Goseighen e il Libro delle Preghiere.

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