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Le Religioni in Italia

Massimo Introvigne - PierLuigi Zoccatelli (sotto la direzione di)

LA CHIESA ANIMA UNIVERSALE DI ROBERTO CASARIN

Anima UniversaleChiesa Anima Universale
Via Enrico Mattei, 58
10040 Leinì (Torino)
Tel.: 011-9978138
E-mail: webmaster@animauniversale.it
URL: www.animauniversale.it

Roberto Casarin – conosciuto oggi tra i suoi fedeli con il nome di Swami Roberto – nasce a Torino il 9 aprile 1963. Già in giovane età sperimenta fenomeni straordinari e doni di guarigione. Attirate dalla sua fama, numerose persone si recano a visitarlo. A sedici anni il ragazzo entra in contatto con il professor Pietro Zeglio (1911-1993), medico e libero docente di Medicina e Igiene del Lavoro all’Università di Torino. Zeglio si occupa anche di parapsicologia, e certifica con la sua autorità i fenomeni straordinari di cui Casarin è protagonista, aumentandone la notorietà. Più tardi giungerà a definirlo in un’intervista “un mediatore fra la Divinità e la Terra” (Piero Capello, “A Torino dicono: è il nuovo Padre Pio”, Gente, 27 novembre 1981, p. 8). Lo stesso Zeglio invita Roberto e i suoi genitori a trasferirsi negli alloggi della chiesetta di sua proprietà presso Sassi, ai piedi della collina di Superga (Torino).

L’attività più assidua del ragazzo torinese è la predicazione e la recita pubblica del Rosario, come pure l’incontro quotidiano con i molti ammalati che si affidano alle sue qualità taumaturgiche. Fino alla metà del 1981 è anche spesso invitato in diversi santuari e parrocchie cattoliche d’Italia a pregare, predicare e ricevere gli ammalati; suscita inoltre un grande interesse da parte dei media, sia per le numerose testimonianze di guarigioni sia per il fenomeno delle stigmate, che dichiara di avere ricevuto a partire dal 1979 e che sono a loro volta studiate da Zeglio. Si parla anche di miracoli, visioni e contatti con i defunti: tutti elementi che non trovano l’approvazione della Curia torinese, la quale interviene – il 15 giugno 1982 – con una dichiarazione del cardinale Anastasio Alberto Ballestrero O.C.D. (1913-1998) in cui è fatto divieto di “riunioni di preghiera o comunque celebrazioni religiose che abbiano riferimento alla persona o ai fatti attribuiti al giovane Roberto Casarin” nei luoghi di culto diocesani. Nonostante la dichiarazione, molte persone continuano a radunarsi per pregare e ascoltare le prediche di Roberto sul sagrato della chiesetta abituale, quindi appena fuori dalla chiesa o in piazze di diverse località. I rapporti con Zeglio vengono meno, anche se una cordialità umana fra Casarin e il medico si ristabilirà negli ultimi anni di vita di quest’ultimo.

Il 26 febbraio 1984 nasce l’Associazione Cristo nell’Uomo – Centro di Elevazione Spirituale che si presenta come “risposta alle esigenze di quanti desiderano dare una maggior concretezza a quella comunità di preghiera che spontaneamente si era creata intorno a Roberto”. Casarin insegna in questi anni una forma propria di pensiero spirituale che propone il superamento del concetto di religione quale “divisione” e “barriera culturale”, in favore di un ideale rivolto al “Dio di tutte le genti” che sia capace di unire gli uomini al di là del diverso credo religioso. Secondo il movimento, Swami Roberto avrebbe condiviso questa “Conoscenza” con pochi intimi fin dal tempo della sua adolescenza, diffondendola poi a cerchie via via più vaste fino a creare un indirizzo spirituale e una ritualità propri, e anche una propria concezione del sacerdozio.

Nel 1985, il trasferimento a Leinì (Torino) consente all’associazione di trovare una sede stabile e allo stesso tempo il movimento, sulla base degli insegnamenti di Casarin, si delinea sempre più chiaramente come un’esperienza spirituale originale, senza vincoli con la comunità ecclesiale cattolica. Successivamente, alcuni membri più attivi creano all’interno dell’associazione la Comunità Impegno, che si occupa di viverne più intensamente la spiritualità attraverso opere di volontariato, preghiera e ricerca spirituale, con incontri fra personalità di religioni diverse.

La Comunità Impegno pone le basi per la nascita, che avviene nel 1989, della Chiesa della Nuova Gerusalemme: un movimento religioso che intende realizzare praticamente gli insegnamenti spirituali di Swami Roberto. La definitiva separazione del movimento dalla Chiesa cattolica è del resto confermata da una dichiarazione del 21 marzo 1990 del successore del cardinale Ballestrero in qualità di arcivescovo di Torino, il cardinale Giovanni Saldarini (1924-2011), mentre il 2 aprile 2010 il successore di Saldarini, il cardinale Severino Poletto, dichiarerà che dal punto di vista canonico cattolico “il sig. Roberto Casarin è da tempo incorso nella scomunica latae sententiae per aver commesso i delitti di scisma ed apostasia”. La Chiesa della Nuova Gerusalemme si trova successivamente al centro di critiche e attacchi provenienti da ambienti cattolici, da un ex-sacerdote della stessa Chiesa divenuto critico militante del movimento che ha lasciato, e anche da ambienti giornalistici. Nei resoconti ostili assumono un ruolo preponderante temi relativi al ruolo della donna e alla morale sessuale, come per esempio la non condivisione delle condanne cattoliche dell’omosessualità, che nelle pubblicazioni del gruppo non hanno invece un ruolo centrale.

Nel 1996, con l’intenzione di evitare fraintendimenti o di essere confusi con altre realtà religiose, la Chiesa della Nuova Gerusalemme cambia il proprio nome in uno che considera più affine alle attività spirituali svolte – “Anima Universale – Movimento di Unione Spirituale” –, che nel 1999 si consolida con la denominazione attuale: Chiesa Anima Universale. Il nome Anima Universale si ispira alla Madonna, che il fondatore considera “Madre” di tutta l’umanità. Questo cambiamento di nome non altera tuttavia le pratiche spirituali e i princìpi originari che ancora oggi sono alla base del movimento.

Il culto di Anima Universale è monoteista e trinitario, rivolto al Dio Unico “Padre di tutte le genti”. La vita, una manifestazione di Dio, è considerata il bene più prezioso per l’uomo e va amata e rispettata in tutte le sue forme. L’uomo è un essere spirituale che deve riscoprire la propria origine divina oltre il velo dell’illusione materiale, cercando di sviluppare il bene, l’amore verso Dio e il prossimo, e la propria crescita spirituale. I riti che sono celebrati – anzitutto i cinque sacramenti: battesimo (riservato solo agli adulti), eucaristia, consacrazione sacerdotale, matrimonio, funerale; oltre agli incontri di meditazione e preghiera, le recitazioni di mantra e varie ritualità e celebrazioni – sono l’espressione liturgica del rispetto della vita, dell’amore verso Dio e del miglioramento individuale; essi sono celebrati dai “Ramia” – i sacerdoti di Anima Universale, attualmente circa 30, che non hanno fra loro gerarchie di ordine spirituale o decisionale –, i quali possono essere indifferentemente uomini e donne. Il monaco Ramia è ritenuto un “sacerdote universale” disponibile ad aiutare qualunque persona, indipendentemente dal credo religioso, e strumento a disposizione dei fedeli per la ritualità e per l’insegnamento della “Conoscenza Ramirica”.

Nella “Conoscenza” insegnata da Swami Roberto, che comprende, come si è accennato, un’idea di superamento di tutte le barriere culturali e religiose, sono presenti elementi che si ritrovano anche in tradizioni spirituali diverse – riassunti nel Rabme, il simbolo della Chiesa Anima Universale –, peraltro integrati in un sistema di pensiero spirituale con una sua logica intrinseca e autoconsistente. Concetti come quelli del Cristo e della Madonna, del karma e della reincarnazione, della preghiera e della recita di mantra, sono ritenuti concetti universali, non di proprietà esclusiva di questa o quella religione, e che possono coesistere in uno stesso sistema di ricerca e pratica del bene spirituale rivolto all’unico Dio, considerato Padre e Madre di tutti. L’amore verso Dio, l’ideale di fratellanza, di servizio verso il prossimo, di perseguimento del bene e di ricerca di un miglioramento spirituale individuale, sono ritenuti elementi comuni a ogni persona umana che trascendono la religione di appartenenza. L’intenzione di Swami Roberto e della Chiesa Anima Universale è quella di realizzare un “movimento di unione spirituale” sviluppando l’“uomo interiore” per realizzare l’“Uno” nel “Dio della Vita”, perché – afferma – “l’unica religione è quella dell’Amore”.

Alle varie attività della comunità, che comprendono anche iniziative ricreative, sportive, culturali e caritative, può partecipare qualsiasi persona di qualunque credo religioso; secondo dati aggiornati al 2024, al culto settimanale partecipano mediamente circa 2.500 praticanti regolari, con una provenienza consolidata anche di gruppi stranieri, in particolare dalla Francia e dalla Svizzera. Nei centri si svolgono celebrazioni di preghiera, attività di aiuto ai sofferenti, corsi di meditazione “ramirica” e di danza sacra, attività sportive, ricreative e artistiche: denominatore comune è considerata la “cura dello Spirito”, che porta a combattere la sofferenza e la solitudine.

La Chiesa Anima Universale non predica la separazione dalla società: molti membri battezzati della Chiesa prestano servizio presso enti di volontariato, altri si offrono gratuitamente per assistere gli ammalati negli ospedali o aiutano gli anziani nelle loro necessità quotidiane. Quest’attività sociale non è rivolta soltanto, né prioritariamente, ai fedeli di Anima Universale. Anzi, negli ultimi anni una parte importante dell’attività del movimento si è concentrata sul sostegno a iniziative caritative e sociali che sono in gran parte promosse e dirette da sacerdoti e suore cattoliche, tra cui la Comunità Incontro fondata da don Pietro “Pierino” Gelmini (1925-2014) – dimesso dallo stato clericale, su sua richiesta, nel 2008 –, la scuola greco-melchita Beit Sahour in Terra Santa – il sostegno alla quale è valso a Casarin il conferimento da parte di Gregorios III Laham, Patriarca di Antiochia dei Melchiti, della Croce di Gerusalemme, onorificenza resa nel 2008 –, il Villaggio della Gioia in Tanzania, e l’opera FIDES (Family Integral Development Education Scheme) di Bangalore, in India; oppure a iniziative civiche, com’è il caso della Croce Rossa Italiana di Leinì. Anima Universale coltiva così con alcuni ambienti cattolici italiani e internazionali un dialogo che non è di tipo teologico, ma verte su comuni interessi nell’ambito sociale, e che dal punto di vista dell’osservatore esterno offre un evidente contrasto con gli accennati conflitti con le autorità ecclesiali.

Un altro aspetto assai visibile di Anima Universale è l’impegno nel campo della musica, che per il movimento è veicolo del proprio messaggio spirituale, ma che ha portato esponenti della comunità a partecipare con le loro competenze artistiche a eventi come il musical Pinocchio, il concorso canoro dello Zecchino d’Oro o – sempre per la parte musicale – Miss Italia e i XX Giochi olimpici invernali (Torino 2006), e a frequentare personaggi assai noti del mondo dello spettacolo, alcuni dei quali hanno espresso una simpatia che va al di là degli aspetti puramente artistici.

Il sostentamento del movimento si basa sulle offerte dei frequentatori, sulle attività lavorative dei Ramia realizzate al di fuori della comunità, sulla diffusione del materiale bibliografico del movimento e di materiale audio che riproduce le musiche per la meditazione spirituale composte e realizzate dalla comunità stessa. Il monastero principale della Chiesa è a Leinì (Torino) – dove il 15 agosto 2013 è stato inaugurato il nuovo e imponente tempio –, al quale si aggiunge quello di Poggiana di Riese Pio X (Treviso), dove la costruzione del tempio ha suscitato negli anni 1999-2000 nuove controversie, di cui ha dato notizia la stampa e che si sono nel tempo risolte. Nel 2023 la Chiesa Anima Universale ha donato al Movimento Sviluppo e Pace la propria sede di Torino città, per fini umanitari e di solidarietà.

B.: Tra le fonti primarie: Roberto Casarin, In questa parte di Eternità Dio si fa tempo per me. Preghiamo insieme, CAST, Torino 1997; Idem, Missione dell’Uno. Preghiere di Swami Roberto, Anima Universale, Leinì (Torino) 2014; Paolo Conti, Un personaggio scomodo. Roberto Casarin. Intervista ad un Maestro della Nuova Era, Tipografia Volpaghese, Volpago (Treviso) 1994; Ascoltando il Maestro. Insegnamenti di Swami Roberto, Anima Universale, Leinì (Torino) 2003; Ascoltando il Maestro. Insegnamenti di Swami Roberto. Volume II, Anima Universale, Leinì (Torino) 2007; cui si aggiungono il trimestrale Cristo nell’Uomo. La Nuova Era, pubblicato dal 1992 al 1994, e gli opuscoli Anima Universale. Movimento di Unione Spirituale, CAST, Torino 1997; e Spirito Senza Barriere (opuscolo allegato al CD omonimo, 1997). Tra le fonti secondarie cfr. Verónica Roldán, La Chiesa Anima Universale di Roberto Casarin, Elledici, Leumann (Torino) 2000; PierLuigi Zoccatelli, “Symbols in the Church of Universal Soul”, relazione presentata al quattordicesimo convegno internazionale del CESNUR, Riga (Lettonia), 29-31 agosto 2000; Massimo Introvigne, “Between ‘Essence Religion’ and ‘Godly Religion’: The Italian Communal Esotericism of the Universal Soul Movement”, relazione presentata alla North American Conference on Esotericism, Michigan State University, East Lansing (Michigan), 3-6 giugno 2004; e Monica Dalla Stella, Tra religione e spiritualità. Il movimento Anima Universale di Roberto Casarin, tesi di laurea in Scienze Sociologiche, Università di Padova, a.a. 2007-2008.

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